Seminario di verifica del progetto “Itinerari Possibili”

Pubblicato il Autore Domenico VaccaroLascia un commento
Partecipanti al seminario di verifica del progetto Itinerari Possibili
Corbolio, 4 gennaio 2013

In data 3-5 Gennaio 2013 si è svolto a Corbiolo di Boscochiesanuova (VR) presso la Casa di Formazione “T. Fusetti”, il seminario intermedio di valutazione del Progetto “Itinerari possibili” al quale hanno partecipato le agenzie pedagogiche di Genova (Benvenuto Tinelli, Piera Inveraldi, Don Sergio Manarolo), Salerno (Domenico Vaccaro, Michela De Rosa), Siracusa (Antonino Amore, Maria Flavia Ientile, Pamela Speranza).

Nel pomeriggio del 3 Gennaio  Domenico Vaccaro ha delineato le linee guida circa l’attuazione della procedura di presa in carico della persona non vedente pluriminorata che è stata svolta in via sperimentale nella sede della Fondazione MAC Insieme di Salerno e  di Siracusa; successivamente   ha illustrato la cartella pedagogica e ha descritto in maniera dettagliata  le 4 fasi di attuazione della procedura:

  1. Osservazione/Progettazione
  2. Verifica/Valutazione
  3. Inserimento in programmi e percorsi laboratoriali di comunità
  4. Dimissioni o rinvio ad altri servizi

L’ obiettivo è l’elaborazione di un progetto pedagogico rivolto a bambini/ragazzi pluriminorati e con un’attenzione particolare alle loro famiglie; considerando il bambino e la famiglia come sistema unico, la procedura mira  a far convergere il nucleo familiare verso il raggiungimento di un obiettivo concreto e reale per la persona pluriminorata e la possibilità per esso di portare avanti tale progetto grazie alla partecipazione a proposte formative e di accompagnamento (necessarie per un sostegno psico-pedagogico e per strutturare un ambiente domestico idoneo e compatibile con le esigenze fisiche-cognitive- relazionali della persona pluriminorata).

La procedura si propone anche di stimolare sul territorio la costruzione di un progetto condiviso da parte della  rete dei servizi (che del soggetto pluriminorato si occupano) e di promuovere la famiglia a nucleo propulsore di tale progetto.

La mattina del 4 Gennaio ha visto protagoniste le Agenzie Pedagogiche di Siracusa e  di Genova; il team di Siracusa ha condiviso le attività svolte nel primo semestre del progetto e  in particolare si è soffermato sulla procedura di presa in carico della persona non vedente pluriminorata, delineandone aspetti positivi e criticità della prima fase di attuazione. Tre sono state le persone prese in carico, im via sperimentale: 2 bambini pluriminorati e un ragazzo con deficit nelle autonomie di base; per ognuno di questi casi, l’elaborazione del progetto pedagogico ha tenuto conto delle richieste della famiglia, del grado di  consapevolezza circa le capacità reali del figlio e della capacità collaborativa degli altri operatori dei servizi.  Dal confronto è emerso l’importanza della fase di osservazione a domicilio e la realizzazione dei video  per un’analisi obiettiva della situazione del minore; le criticità hanno invece riguardato alcune parti della cartella pedagogica (check-list e parte medica) le cui informazioni in qualche situazione sono state difficilmente reperibili.

Diverso è il target d’utenza dell’Agenzia Pedagogica della Liguria e quindi la strutturazione delle attività svolte; il servizio offerto presta attenzione primaria a 12 nuclei familiari con giovani adulti pluriminorati e lo realizza su tre livelli: il gruppo genitori, il gruppo dei giovani-adulti e il servizio domiciliare. Rispetto agli altri servizi offerti sul territorio, l’agenzia pedagogica di Genova per  la Liguria si delinea per lo sviluppo di un rapporto all’interno della famiglia e all’esterno, coinvolgendo le famiglie in un cammino di reciproco scambio, di informazione e aiuto e si caratterizza per la presenza costante del team di lavoro composto da Paolo Ragusa, Linda Arienti, Marta Briatore e Rosalba Rinzivillo e dal sacerdote Don Sergio Manarolo.

Il tema di quest’anno è stato “La convivenza possibile:convivere nell’arca senza doverci sentire tutti uguali” e ha riguardato sia il gruppo dei genitori, sia quello dei giovani-adulti; Benvenuto Tinelli e Piera Inverardi  hanno messo in risalto le modalità relazionali  a volte eccessivamente protettive che  la famiglia attua nei confronti del loro figlio e hanno sottolineato la necessita di avviare i giovani adulti verso percorsi di autodecisione e di libera scelta -compatibili con le loro esigenze  e le loro competenze- da attuare in gruppo e attraverso il servizio domiciliare; altro tema emerso è stato quello del dopo di noi e dell’importanza di coinvolgere i fratelli “sani” nella gestione quotidiana del fratello  disabile, dopo iniziali remore della famiglia a coinvolgerli.

Il gruppo Marche –Emilia, pur non essendo presente perché impegnato nel Laboratorio per lo sviluppo delle autonomie personali, ha inviato una relazione sulle attività svolte a cura di Mascolo, Pagoni e Russo; in essa hanno descritto gli effetti prodotti dal progetto sulla comunità e sulla persona, il numero di persone seguite (15 ragazzi tra i 25 e i 37 anni e le loro famiglie), il territorio di riferimento (Regione Marche-Emilia). Le attività svolte si concentrano prevalentemente nelle attività laboratoriali di tipo residenziale volte a incentivare l’autonomia personale e sociale dei giovani.

Nel pomeriggio l’Agenzia Pedagogica di Salerno ha condiviso le attività svolte nel periodo settembre/dicembre: attività di formazione, di consulenza pedagogica, rientranti nella procedura di presa in carico della persona non vedente pluriminorata; De Rosa e Vaccaro hanno descritto le attività di formazione per insegnanti e operatori tenutisi a Salerno, Oristano (svolti da Alessandra Cordedda)  e Taranto e i laboratori di accompagnamento della famiglia (“fratelli e sorelle di” e “Pipì e cacca addosso”).  Collaborano alle attività Miriam Lanzetta, Alfonso Tortora e Simona De Simone. L’attività di consulenza dell’Agenzia Pedagogica si rivolge a 12 utenti (dai 2 ai 12 anni) e alle loro famiglie. Tra gli utenti seguiti con la procedura è stato presentato il caso di un bambino pluriminorato e il percorso consulenziale formativo-informativo, ancora in atto, rivolto al minore e alla sua famiglia. Tra le criticità emerse la difficoltà di strutturare una rete con gli altri servizi in vista di un progetto comune e condiviso.

Dopo aver condiviso il programma delle attività del prossimo semestre, il gruppo sottolinea l’importanza del confronto e della condivisione delle attività svolte ed auspica la partecipazione attiva di tutti gli operatori che a vario titolo sono coinvolti nel progetto.

Pur avendo evidenziato la pluralità delle attività avviate, il filo conduttore costante si è dimostrato essere la centralità della famiglia. La finalità ultima dell’attività è quella di costituire un’agenzia che focalizzi sempre più e meglio l’attenzione sull’ambito pedagogico.

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