L’organizzazione del gioco nel bambino non vedente e/o pluriminorato

Pubblicato il Autore Domenico VaccaroLascia un commento

a cura di : Michela De Rosa

Il percorso, strutturato in 8 incontri mensili di due ore da novembre 2012 a giugno 2013, è rivolto ad un gruppo di 7 persone composto da docenti, educatori e genitori che a vario titolo si rapportano a minori con pluriminorazioni psicosensoriali.
Il gioco rappresenta un’attività spontanea cui tutti i bambini hanno diritto.
E’, infatti, uno dei modi privilegiati per esplorare il mondo esterno e quello delle relazioni interpersonali, per sviluppare abilità motorie e cognitive, per sperimentare ruoli, per agire la propria creatività. E’ evidente come le attività ludiche ricoprano nei bambini disabili le medesime funzioni.
Per questo motivo è dannoso e fuorviante considerare il gioco con i bambini disabili unicamente in un’ottica terapeutica, va comunque sottolineato come in presenza di deficit sensoriali, cognitivi o motori possa essere molto complesso per i bambini giocare nel medesimo modo dei coetanei.
Questo ordine di problemi può essere parzialmente o del tutto risolto strutturando il setting di gioco in modo da aggirare gli ostacoli specifici ed offrire così ai bambini un maggiore grado di autonomia ed una più ampia libertà nel gioco. Le strategie facilitanti possono riguardare diversi aspetti del contesto di gioco come ad esempio:

  • lo spazio del gioco;
  •  la postura del bambino;
  •  il ruolo del bambino;
  •  la scelta dell’attività;
  • la scelta del materiale.

Quando ci troviamo ad operare con bambini che presentano una pluriminorazione e quindi una disabilità complessa, può essere opportuno proporre giochi basati sulla stimolazione sensoriale.
In generale i giocattoli vanno scelti in base al grado di stimolazione sensoriale offerto (contrasto cromatico, forma, dimensioni, movimento, suoni etc.).
I giochi vanno proposti in modo graduale incoraggiando le risposte e le scelte.
Le soluzioni migliori nascono dall’immaginazione, dalla creatività, dalla concreta esperienza di famigliari e operatori e dalla loro capacità di osservare e di leggere i bisogni dei bambini.

Le stimolazioni sensoriali tattili e visive come gioco

Poiché la pelle è il canale sensoriale più esteso che ricopre interamente il corpo umano, sono importanti le attività che prevedano, divertendo il bambino, stimolazioni derivate dal contatto fisico con materiale tattilmente interessante, che vada a rinforzare anche i movimenti non spontanei.
Solitamente i bambini con deficit visivo e ritardo mentale presentano una difesa tattile dovuta alla non conoscenza del materiale. Le attività di manipolazione fanno si che il bambino inizi a familiarizzare con materiali vari.
La nostra esperienza ci ha confermato che i bambini, dopo un primo momento di diffidenza, partecipano volentieri a queste attività e si divertono nel loro svolgimento.
Le suddette attività di base si prestano ad essere svolte in modo particolare con i bambini molto piccoli e che presentano difficoltà nella comunicazione, disabilità motorie o deficit sensoriali. Le stesse, però, possono tranquillamente essere proposte a ragazzi più grandi, a mò di gioco, per aiutarli ad acquisire maggiore consapevolezza dei propri sensi.
Queste particolari esperienze di gioco favoriscono l’acquisizione di schemi motori funzionali.
In questa prospettiva, giocare non è perdere tempo, ma è un intervento teso alla “riduzione graduale dell’handicap” e al rispetto di quelle che sono le procedure graduali di apprendimento.

Le Maracas: stimolazioni uditive come gioco

Lo scopo è incoraggiare i nostri ragazzi a divertirsi, a scoprire e sperimentare con i rumori, il volume, il tono e il ritmo, la sequenza e la musica, utilizzando una serie di facili movimenti ripetitivi che consentono di allenare e potenziare l’attenzione all’ascolto, la percezione uditiva e il sistema fonologico .

Il fine è quello di favorire in modo divertente, le capacità di discriminare e identificare semplici suoni e rumori, di attirare l’attenzione su uno stimolo sonoro.

Con una semplice maracas tu puoi:

  • Incoraggiare alla partecipazione e alla comunicazione;
  • Aumentare le capacità di ascolto;
  • Stimolare lo sviluppo del linguaggio, l’imitazione, le abilità percettivo-uditive, le capacità visive, le competenze tattili, l’auto-espressione e il pensiero creativo, l’immaginazione;
  • Far scoprire il concetto di causa-effetto;
  • Sviluppare la motricità fine e il movimento associato delle mani con il suono.

Molto spesso si scopre che per consentire ai bambini con disabilità grave delle attività di gioco ricche e stimolanti non serve necessariamente fare ricorso a materiali costosi.

Esempi di gioco proposti

Bibliografia

  •  Tortora, Vaccaro “La disabilità grave” editrice Gaia
  • Coppa, Vaccaro “La persona non vedente pluriminorata” Guerini Studio
  • Vaccaro “Formazione di percorsi” editrice Gaia
  • Coppa, Vaccaro, De Bernardis “Idee per il fai da te” Armando Editore
  • www.leonardoausili.com
  • www.legadelfilodoro.it
  • Nel tuo volto: percorsi di reciprocità e disabilità” a cura di Fondazione MAC insieme 2013

 

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